Effetto Zeigarnik: il segreto per catturare l’attenzione online
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Effetto Zeigarnik. Sebbene il nome possa sembrare astruso, l’idea alla base di questo concetto psicologico è incredibilmente semplice: il nostro cervello tende a concentrarsi su ciò che non è stato completato, a volte anche più intensamente di quanto faccia per ciò che è già stato concluso. È un fenomeno che probabilmente hai sperimentato personalmente: una serie TV interrotta a metà, un libro che non riesci a finire o una conversazione rimasta in sospeso.
L’idea di scrivere su questo argomento è nata in modo piuttosto casuale durante una chiacchierata tra Maria Teresa, la nostra CEO, e un amico. Mentre discutevano di comunicazione, lui le ha detto una frase che è diventata una sorta di illuminazione: “Se lascio il discorso incompleto, poi la mia interlocutrice ha più voglia di scrivermi per sapere di più e continuare il discorso”. Maria Teresa, che è sempre attenta a come le dinamiche psicologiche possano influenzare il comportamento umano, ha subito collegato quella frase all’Effetto Zeigarnik. È così che è nata l’idea di esplorare questo fenomeno psicologico e di come possa essere applicato nel web design e nel marketing. Da una semplice riflessione su una conversazione è emerso un potente strumento per migliorare l’esperienza dell’utente e spingere alla conversione.
Arrivati a questo punto sicuramente ti starai chiedendo “come posso sfruttare questa naturale propensione del nostro cervello a cercare completamento, per ottimizzare l’esperienza dell’utente sul nostro sito e trasformarla in azioni concrete?”
Andiamo a scoprire come puoi applicare questa teoria in modo strategico per spingere i tuoi utenti a raggiungere gli obiettivi desiderati.
Perché l’incompletezza ci spinge all’azione
Iniziamo con il comprendere perché l’incompleto ci attrae. Immagina di essere nel bel mezzo di una ricerca online. Stai cercando una soluzione a un problema specifico, ma quando arrivi alla pagina dei risultati, scopri che l’informazione che ti serve non è del tutto chiara. Quel vuoto, quella sensazione di non aver trovato la risposta completa, resta con te. La nostra mente è spinta a risolvere quella lacuna. Questo è esattamente l’Effetto Zeigarnik: la tendenza del nostro cervello a concentrarsi e a cercare di chiudere ciò che è rimasto aperto.
Applicare questa dinamica alla progettazione di un sito web è un’opportunità unica. Se un visitatore trova un contenuto interessante ma non completo, la sua mente si troverà a “mangiare” l’incompletezza, desiderando di tornare per risolvere quella frustrazione. Un sito ben progettato può sfruttare questo effetto per guidare i visitatori verso azioni specifiche, creando un percorso che li spinge a completare una registrazione, aggiungere un prodotto al carrello o iscriversi a una mailing list. L’incompletezza non è più una frustrazione, ma un’opportunità per stimolare l’utente a concludere.
Come sfruttare l’incompletezza nei moduli di registrazione
Un esempio classico di come sfruttare l’Effetto Zeigarnik è la progettazione dei moduli di registrazione. Quando chiedi agli utenti di compilare un modulo lungo e noioso tutto in una sola volta, spesso si sentono sopraffatti e tendono a fermarsi a metà. Però, dividendo il processo in più fasi, stimoliamo quella tensione psicologica che porta l’utente a voler completare l’attività. Ogni passo compiuto alimenta il desiderio di portare a termine l’azione.
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Ad esempio, quando un cliente si iscrive a una piattaforma di e-learning, il modulo viene suddiviso in sezioni facili da completare, come informazioni personali, preferenze di pagamento, e così via. La presenza di una barra di progresso che mostra quanto manca alla fine fornisce ulteriore motivazione. Non è più un modulo lungo e arduo, ma un’attività che l’utente sa di poter completare con successo. Così, l’incompletezza del processo diventa un invito a continuare.
Carrelli abbandonati: l’incompletezza come leva psicologica
Proseguendo con il concetto di incompletezza, uno dei casi più evidenti in cui l’Effetto Zeigarnik gioca un ruolo importante è nei carrelli abbandonati degli e-commerce. Immagina un utente che aggiunge dei prodotti al carrello e poi, per qualsiasi motivo, lascia il sito prima di completare l’acquisto. Il carrello, in quel momento, diventa un’attività incompleta nella sua mente. È come se il cliente avesse lasciato un libro a metà o una conversazione interrotta. Quella sensazione di incompleto potrebbe spingere il cliente a tornare per chiudere il ciclo.
Molti e-commerce sfruttano questo effetto inviando promemoria o notifiche via email per richiamare l’utente al carrello. Il semplice fatto di ricordare all’utente che c’è qualcosa da completare riattiva il desiderio di concludere l’azione. Inoltre, l’aggiunta di una piccola offerta o sconto può essere il fattore decisivo per incoraggiare la conversione. Questo fenomeno di incompletezza è, in fondo, una strategia che stimola l’utente a risolvere quella “frustrazione” lasciata nel carrello abbandonato.
Contenuti parziali: incuriosire senza frustrare
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Un altro esempio che sfrutta l’Effetto Zeigarnik è quello dei contenuti parziali. Supponiamo che un utente stia leggendo un articolo su un argomento che lo interessa, ma a un certo punto il contenuto si interrompe. Senza una conclusione, il cervello dell’utente resta “appeso”, spinto dalla curiosità di trovare la parte finale. Questo fenomeno può essere utilizzato per aumentare l’engagement sul sito e spingere gli utenti a completare l’azione che vogliamo, come registrarsi a una newsletter o scaricare un contenuto gratuito.
Prendiamo il caso di un blog che offre un contenuto utile e approfondito. La parte finale, quella che offre la vera soluzione al problema dell’utente, potrebbe essere resa disponibile solo dopo che l’utente si è iscritto. La curiosità diventa un motore potente che guida l’utente a compiere l’azione desiderata. In questo modo, l’incompletezza si trasforma in una risorsa utile per incentivare le conversioni.
Barra di progresso: un semplice strumento per stimolare l’azione
Uno degli strumenti più utilizzati per sfruttare l’Effetto Zeigarnik è la barra di progresso. Il principio è semplice: mostrare all’utente quanto manca alla fine di un processo. Immagina un sito che chiede all’utente di completare una serie di azioni, come la registrazione, il pagamento, o l’invio di una richiesta. Con una barra che indica chiaramente il progresso, l’utente vede dove si trova nel percorso e quanto manca per arrivare alla fine. Questo stimola l’utente a portare a termine l’attività, visto che la chiusura è sempre visibile.
Molti siti di e-commerce e piattaforme online utilizzano con successo questa strategia, facendo in modo che il completamento di ogni fase porti l’utente più vicino all’obiettivo finale. La barra di progresso agisce come un “invito” psicologico a proseguire, mantenendo alta la motivazione dell’utente.
Conclusione: l’incompletezza come chiave per il successo
L’Effetto Zeigarnik, se applicato correttamente, può essere una leva psicologica estremamente potente nel web design e nel marketing. Sfruttando il nostro bisogno naturale di completare ciò che è incompleto, possiamo spingere gli utenti a compiere azioni più mirate, come completare un acquisto, iscriversi a una lista o semplicemente esplorare ulteriormente un sito.
Che si tratti di moduli di registrazione, carrelli abbandonati, contenuti parziali o barre di progresso, ogni strategia che crea un’incompletezza strategica può motivare l’utente a tornare per risolverla. Se vuoi implementare l’Effetto Zeigarnik nel design del tuo sito e nelle tue strategie di marketing, contatta Made Web Solutions: ti aiuteremo a creare un’esperienza utente che stimoli l’azione e porti a conversioni concrete. Se vuoi scoprire come applicarlo con successo al tuo business, non esitare a contattarci!